
Scarica
il documento
..............

|
Marco
Santagata
e
Laura Carotti, autori, insieme con Alberto
Casadei e Mirko Tavoni del Filo
rosso, antologia e storia della letteratura italiana,
Laterza, Bari, 2006, hanno svolto un interessante
seminario organizzato da Proteo fare
sapere, sulle attuali prospettive e problematiche
dell’insegnamento della letteratura italiana. Ecco una sintesi
dei due interventi. Marco
Santagata ha messo in luce la situazione critica
nella quale versa attualmente la letteratura italiana nel contesto
della società e della scuola dalle quali è stata emarginata,
avendo perso la sua funzione di elemento fondante nella formazione
etica, linguistica e culturale dell’individuo. Oggi l’unità
linguistica è stata raggiunta attraverso altri canali, a
cui non è estranea la scuola, e la storia della letteratura
non fa notizia, ha perso il suo pubblico; negli scaffali delle grandi
librerie non esiste più il settore di critica letteraria,
ormai unito alla linguistica, e pochi sono i titoli in commercio.
La critica letteraria è diventata un settore specialistico
che circola esclusivamente attraverso i canali universitari, chiudendosi
in un discorso autorefernziale, anche perché manca un proficuo
rapporto tra scuola e università.
Tuttavia questa crisi può essere considerata per altro verso
salutare se è vero che, grazie ad essa, la letteratura ha
smesso di essere usata come pretesto per parlar d’altro (dell’evoluzione
della società, della complessità dell’atto comunicativo
letterario attraverso il cui studio si apprende a demistificare
gli inganni del linguaggio, ecc.) e può essere vista per
quello che effettivamente è, nel suo valore estetico che
soddisfa uno dei bisogni importanti dell’uomo: l’aspirazione
al bello.
Naturalmente occorre evitare ogni fondamentalismo e rendersi conto
di alcuni irreversibili cambiamenti:
- il bisogno
estetico dell’uomo non trova soddisfacimento solo nella
letteratura ma anche nell’arte, nella musica ecc.
- l’evoluzione
del costume e della società non può non riflettersi
nel modo di rapportarsi alla lettura;
- se prima
la lettura era un atto normale, spontaneo e automatico, oggi è
un atto meditato, riflessivo, che va indotto. Oggi infatti non
si riesce più a leggere la grande narrativa dell’ottocento
per la sua mancanza di taglio soggettivo e per il cambiamento
dei meccanismi percettivi indotto dal cinema e dalla televisione.
Da qui l’importanza
del lavoro scolastico che deve far cadere i diaframmi, i pregiudizi
nei confronti della lettura e darle sostanza, indurre il piacere
della conoscenza, educare al testo e alla lettura, senza cadere
in assurdi e improponibili fondamentalismi e tenendo conto del fatto
che ormai le gerarchie sono cambiate e che la letteratura appunto
non è l’unico mezzo per formare ed educare l’individuo.
Laura Carotti ha affrontato
il problema di come insegnare la letteratura, sottolineando che
il docente ha sì dei punti di riferimento nei programmi Brocca,
nella nuova impostazione degli esami di Stato, nelle proposte dell’editoria
scolastica, ma non ha degli standard ben definiti a cui riferirsi.
Deve inoltre fare i conti con il nuovo modo di apprendere degli
studenti e con la forbice costituita dalla brevità dei tempi
scolastici e dai tempi lunghi dell’apprendimento significativo.
Poiché inoltre gli allievi imparano solo se possono essere
coinvolti nell’apprendimento, è necessario costruire
un percorso che possa dare loro autonomia e far acquisire un metodo.
La via per uscire dalla forbisce limitatezza del tempo scuola –
lunghezza dei tempi di apprendimento passa attraverso un’accorta
operazione di selezione e di scelta all’interno di una materia
talmente vasta da rendere irraggiungibile l’obiettivo dell’esaustività.
Occorre pertanto vedere i tagli non come mancanza, ma come una selezione
ragionata la cui limitatezza è compensata dal potenziamento
di significato che nasce dall’organizzazione reticolare e
sistemica dei contenuti intorno a dei nodi significativi e illuminanti.
Il compito dell’insegnante è quello di costruire curricoli
ispirati a standard omogenei costituiti non dai contenuti, ma dall’operatività.
Ecco alcuni suggerimenti didattici:
- selezionare
le opere più significative nel panorama letterario italiano;
- recuperare
trasversalmente gli altri autori e le altre opere
- esaurire
nell’arco del primo anno la lettura della Divina Commedia
- attraversare
le opere seguendo dei fili tematici.
Questo
metodo di lavoro permette di:
- semplificare
senza perdere di vista la complessità
- mantenere
una complessità che lo studente può essere in grado
di dominare
- offrire
allo studente un approccio motivante allo studio della letteratura.
In questo
modo l’insegnante non è solo mediatore del sapere,
ma diventa costruttore di curricoli, e si propone essenzialmente
l’obiettivo di sviluppare competenze nello studente in modo
da renderlo autonomo nello studio e da far nascere in lui il piacere
di scoprire un mondo interessante e nuovo proprio perché
distante dal presente. Avvicinarsi ai classici è dunque l’unico
modo per attualizzarli.
|